Katalog Plus
Bibliothek der Frankfurt UAS
Bald neuer Katalog: sichern Sie sich schon vorab Ihre persönlichen Merklisten im Nutzerkonto: Anleitung.
Dieses Ergebnis aus Complementary Index kann Gästen nicht angezeigt werden.  Login für vollen Zugriff.

“UN COSPICUO LAVORO CHE DI RADO S'INCONTRA FRA GLI ARCHITETTI ANCHE DI GRIDO". ALESSANDRO ANTONELLI E IL PROGETTO PER IL NUOVO FORO DI TORINO CAPITALE. (Italian)

Title: “UN COSPICUO LAVORO CHE DI RADO S'INCONTRA FRA GLI ARCHITETTI ANCHE DI GRIDO". ALESSANDRO ANTONELLI E IL PROGETTO PER IL NUOVO FORO DI TORINO CAPITALE. (Italian)
Authors: Dameri, Annalisa
Source: Thiasos Monografie; 2019, Vol. 11 Issue 3, p325-334, 10p
Abstract (English): On 17th September 1831, Alessandro Antonelli, sent the Turin Accademia Albertina di Belle Arti the final project for his specialization in architecture. He had been studying in Rome for five years, at the Pontifical School of Engineers and the San Luca Accademia. His design was for a creative and ambitious neoclassical forum for the city of Turin which brought together town planning designs developed during Napoleon's occupation and lessons at the San Luca school. The design for a new monumental cathedral became a pretext to rethink the whole “zona di comando" and propose a new architecture for Piazza Castello, the fulcrum of the city. A solid background in architecture and the boldness of his youth as well as his desire to astonish and call attention to his work is evident in the peremptory nature of the changes Antonelli envisaged for the historical structure of the urban fabric.Antonelli provided two different possibilities for the volume of the church, at the centre of the project. The first was in the form of a basilica, and the second was a centralized plan in the style of Sainte Génevieve of Soufflot. In Antonelli's design a long chain of rooms and buildings had a number of functions; the new cathedral at the centre of the square lent importance both to the city and its architecture. The portico brought continuity and unity to the new buildings and linked them to the existing porticos. The desire to give a dignified, monumental configuration to the city's main square was linked with the plan for a new cathedral. At the time it was unusual to give a real context to a final academic project. Antonelli's work recalled the giant order projects from the years of the French Revolution which had spread throughout Italy during the Napoleonic occupation, which used insistent repetition of architectural elements to achieve a monumental effect. His designs were also reminiscent of Antolini, Pistocchi and Canonica in Milan. [ABSTRACT FROM AUTHOR]
Abstract (Italian): 17 settembre 1831: Alessandro Antonelli, a Roma ormai da cinque anni, invia all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino il saggio conclusivo dell'alunnato di perfezionamento in architettura, trascorso frequentando i corsi della scuola pontificia degli ingegneri e le lezioni tenute presso l'Accademia di San Luca. La sua mente giovane ed entusiasta ha “inventato" un foro neoclassico per Torino, in cui le scelte urbanistiche avanzate durante l'occupazione napoleonica si uniscono alla lezione formale appresa a San Luca. Il tema della nuova cattedrale monumentale diventa il pretesto per ripensare all'intera “zona di comando" e per proporre una nuova veste architettonica a piazza Castello, fulcro della città. La perentorietà con cui pensa di intervenire sulla struttura storica del tessuto urbano lascia intuire una solida preparazione legata alla spavalderia della giovinezza, oltre che alla volontà di stupire e richiamare l'attenzione sul proprio operato. Lo stesso Antonelli sottopone due diverse soluzioni spaziali per l'edificio sacro, fulcro del progetto: a una prima proposta a schema basilicale costantiniane, contrappone un impianto centralizzato ispirato a Sainte Génevieve di Soufflot. Prevede un lungo concatenarsi di sale ed edifici che ospitano diverse funzioni: la nuova cattedrale al centro della piazza acquista imponenza e importanza a scala urbana e architettonica. Il portico segna la continuità tra gli edifici di nuova progettazione e si riallaccia, senza soluzione di continuità ai portici preesistenti. La volontà di dare una configurazione aulica e monumentale alla piazza principale della città si intreccia con il progetto per una nuova cattedrale: nel saggio accademico, insolitamente applicato a un contesto reale, Antonelli richiama il gigantismo proprio dei progetti degli anni della Rivoluzione e diffusi in Italia durante l'occupazione napoleonica; lascia alla quasi assillante ripetizione degli elementi architettonici il manifestarsi della monumentalità, rievocando, tra i molti riferimenti, le esperienze maturate nella non lontana Milano a partire da Antolini, Pistocchi e Canonica. [ABSTRACT FROM AUTHOR]
: Copyright of Thiasos Monografie is the property of Edizioni Quasar di Severino Tognon s.r.l. and its content may not be copied or emailed to multiple sites without the copyright holder's express written permission. Additionally, content may not be used with any artificial intelligence tools or machine learning technologies. However, users may print, download, or email articles for individual use. This abstract may be abridged. No warranty is given about the accuracy of the copy. Users should refer to the original published version of the material for the full abstract. (Copyright applies to all Abstracts.)
Database: Complementary Index