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1638: le sale del palazzo del Valentino, poco distante da Torino, si aprono per accogliere Giovanni Battista Vertova, matematico e ingegnere militare, che durante il suo viaggio nella penisola italiana è giunto a Torino per raccogliere pareri sui progetti per le fortificazioni di Malta. Cristina di Francia, vedova ormai da un anno del duca Vittorio Amedeo I di Savoia, lo incontra accompagnata da Carlo d Castellamonte, ingegnere sovrintendente alle fortificazioni del ducato. Cristina dimostra grande interesse per i disegni delle fortificazioni di Malta: “fu fatta da lei considerazione e discorso [.] e della professione del fortificare intendente così bene le regole e i termini che può farne giudizio, come pure fece delle nostre fortificationi accennandomi alcuni particolari avvisi”. Madama Reale manifesta, quindi, una buona preparazione sull’argomento, anomala per una donna della sua epoca e con il suo ruolo. Come si è costruita questa autorevolezza?. Non è estraneo Carlo di Castellamonte (che negli stessi mesi sta ultimando il suo trattato Le trinciere) e che per la duchessa sta seguendo i lavori della residenza del Valentino. L’ingegnere può vantare una lunga attività al servizio dei Savoia, Carlo Emanuele I, Vittorio Amedeo I e infine la stessa reggente, impegnata in quegli stessi mesi nella guerra civile che dilania il ducato e la vede contrapposta ai fratelli del duca defunto, principe Tommaso e cardinal Maurizio, alleati con gli spagnoli. Per quasi quarant’anni Carlo ha servito i Savoia occupandosi delle principali dimore, dell’ampliamento della città verso meridione, delle molte fortezze costantemente aggiornate e potenziate. Nel 1636 progetta la cittadella di Asti, e dall’anno successivo, dopo la morte di Vittorio Amedeo I, passa al servizio di Cristina, pagando con il carcere la sua fedeltà alla reggente. Castellamonte muore nel 1640: il suo ruolo, al servizio di Cristina, sarà ricoperto dal figlio Amedeo. |