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Vicente (nato Vincenzo) Nasi è un architetto torinese di nascita e colombiano di adozione che, emigrato in Sud America non ancora ventiduenne, ha saputo conquistarsi una posizione di primo piano nel jet set bogotano, progettando e costruendo edifici che hanno segnato la storia dell’architettura contemporanea, non soltanto in Colombia. La sua opera si colloca sulla sottile e fragile linea di confine fra il passato, la memoria e le tradizioni, e la modernità, intendendo con questo termine uno dei periodi storici più controversi della storiografia contemporanea, e rappresenta un punto di passaggio importante fra due modi di intendere l’architettura radicalmente diversi. Nasi ha lavorato per cinquant’anni, in Colombia, e poi in Venezuela, in Italia, in Africa e negli Stati Uniti, sempre in bilico fra gli stilemi, forse anacronistici, dell’eclettismo e le austere regole del razionalismo, o se preferiamo dell’International Style, quasi camminando su un filo teso fra i ricordi della sua Torino dei primi vent’anni del Novecento e il mito della modernità e del progresso, la cultura del presente, che forse lo hanno spinto a viaggiare per il mondo. Con questo volume crediamo di scrivere una pagina nuova sulla figura di questo architetto e vorremmo sensibilizzare la cultura architettonica colombiana, in particolare il mondo accademico e universitario, oltre che gli organismi ministeriali, le fondazioni culturali e gli archivi, a un impegno comune e a una fattiva assunzione di responsabilità nella “tutela operativa” di un Patrimonio, relativamente recente, ma straordinaria-mente importante per la Cultura della Città e del paesaggio colombiano. Il volume raccoglie anche contributi di autori internazionali: José Javier ALAYON GONZALEZ, Giaime BOTTI, Tatiana CASTRO JIMENEZ, Andrés FELIPE DELGADO, Olimpia NIGLIO |